Donazioni del 2021

Foto di Olya Adamovich da Pixabay
Foto di Olya Adamovich da Pixabay

In questo strano periodo, in cui non si capisce se fra due mesi torniamo al 2019 (cosa non per forza fantastica, anzi), oppure, più probabilmente, ci ritroveremo, come l’anno scorso, a 100-200 casi in Italia e non si sa quanti nel mondo per mezza estate, per poi avere un’altra impennata di contagi a partire almeno da agosto, la Cultura è sospesa fra una chiusura a tempo indefinito, una timida ripresa, una gran voglia di andare avanti e, in certi casi, di ricominciare.

E’ anche per questo che quest’anno ho deciso di raddoppiare la donazione, da 100 a 200 euro.

E devo dire che, se di solito era abbastanza difficile trovare qualcosa di interessante nel mare magnum di crowdfunding, fondazioni eccetera, quest’anno mi sono bastate poche ore di lavoro per trovarne ben quattro.

Eccoli!

Il teatro è adesso

Lo sanno tutti, se l’erano immaginato tutti, ce l’hanno detto tutti: il Teatro è la forma d’arte più colpita dalle restrizioni dovute all’epidemia. Più del Cinema, che si è dotato di protocolli di sicurezza per le riprese. Più delle arti figurative, che possono in qualche modo essere esposte, se non su appuntamento in timide riaperture, almeno online. Più della Musica, che anch’essa, se non altro online, può essere riprodotta e ascoltata anche in diretta.

Però il Teatro è vivo e lotta insieme a noi.

Certo, prima o poi i teatri riapriranno, la gente tornerà a sedersi sulle poltrone e ad applaudire. Ma anche adesso il Teatro, sia pure in una specie di sonno vigile, respira ancora. E oltre che con le proteste dei suoi lavoratori (rilanciate, per una volta, non dai soliti noti della politica urlata, ma da Potere al Popolo, che dice che non è di Sinistra ma comunista, e io come Troisi me lo segno), vuol parlare anche con questo progetto.

Il teatro è adesso è un documentario prodotto dal Collettivo Natascia (di cui ho cercato invano qualche informazione sul Web), con vari ospiti e una tesi di fondo: una società che si dica tale non può fare a meno del Teatro.

Il progetto può essere sostenuto per altri 14 giorni. Se leggete questo post e volete supportarlo, qui c’è il link.

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The Plague and Doctor Caim

Siamo in pieno Covidico, e quindi non poteva mancare un progetto a tema.

In questo caso si parla di un’altra epidemia, la peste del Seicento, quella che in Italia si chiama anche “peste del Manzoni”.

The plague and Doctor Caim è un fumetto che segue, appunto, il Dottor Caim, un medico britannico, nella sua opera di prevenzione e, se possibile, di cura del contagio.

Un progetto sicuramente interessante di questi tempi, che è possibile sostenere per altri 18 giorni.

Qui il link.

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Casa degli Artisti di Milano

Se oltre a quelli culturali sommiamo gli altri problemi, tutti cronici, dell’Italia, non viene fuori un quadro rassicurante.

Uno di questi problemi è quello della casa, nel senso sia delle abitazioni che dei luoghi di lavoro, degli spazi di co-working, dell’organizzazione del lavoro.

A Milano esiste una Casa degli Artisti, una residenza in cui gli artisti possono abitare e lavorare, allestire mostre, produrre la ricchezza che solo l’Arte riesce a dare.

Con il Covid, anche questo sembra essere finito un po’ in forse. Per questo c’è un crowdfunding, che scade fra 15 giorni, sponsorizzato da varie personalità.

Qui il link.

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DragMi

Locandina di DragMi da Facebook

Un documentario che esplora la scena drag, sempre in quel di Milano.

Appena ho visto di cosa si trattava e il titolo (che ovviamente gioca sia sulla sigla della Provincia che sull’inglese “drag me”, “trascinami” in qualcosa o verso qualcosa), ho subito pensato di supportarlo.

E’ un progetto che vuol far vedere cosa c’è dietro un fenomeno artistico, reso famoso magari in Italia da Platinette, ma negli USA già dal primo John Waters e dalla sua Divine, che incrocia e mixa di tutto: dal travestimento al canto, dal burlesque alla danza, al cabaret, al tema sempre aperto dei diritti.

Anche il motto del progetto mi ha subito convinto: Libertà, Fluidità, Divertimento.

Che dire, ce n’è davvero bisogno.

Il progetto scade a 20 giorni da oggi.

Qui il link.

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A quanto ho capito, fra limiti agli importi donabili di cui non mi ero accorto, ed eventuali questioni di cambio valute per Dr. Caim, credo avanzerà qualcosa. Quello che resta, visto che mi hanno dato tanto e finora gratis, lo darò agli autori delle foto che ho usato qui sul blog (almeno a qualcuno, visto che sarà poca cosa), che mi sembra la scelta più giusta.

Buon viaggio a tutti intorno al Sole, come diceva Giulietto Chiesa, e, se vediamo un artista per strada (visti i tempi, potrebbe essere un miraggio), lasciamo qualcosa per il suo lavoro: potremmo essere davanti alla nuova Artemisia, al nuovo Eduardo, al nuovo Strauss, a cui forse serve solo un incoraggiamento.

Infine, come al solito, i corpi del reato:

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