Vamp Stalker – Eros Bosi (2017) | Recensione Corto

Locandina di Vamp Stalker

La locandina

Anno: 2017

Produzione: Lupa Comunicazione

Regia: Eros Bosi

Sceneggiatura: Eros Bosi

Direzione della Fotografia: Lucio Marcucci

Effetti speciali e Trucco: Guglielmo ArinaFrancesco BufaliAmanda Rosi; Giada Serpetti

Musiche: Albino CiminiLuti Chroma (repertorio)

Durata: 11 minuti

Budget: 70 € (fonte: Cinemaitaliano.info)

Incasso: N/A

Prima di tutto godetevi il trailer:

Ed ecco la recensione!

ATTENZIONE – CONTIENE SPOILER


Vamp Stalker è un cortomeraggio di genere commedia horror diretto da Eros Bosi, attore che da un lato ha già partecipato ad alcuni film e che, dall’altro, qualcuno conoscerà come organizzatore del Narnia Terror Night presso Narni (TR).

Eros Bosi quindi non è nuovo al cinema, anzi: questa è la sua terza regia, dopo il lungometraggio Circondato Dalle Tenebre (2014, con Lorenzo Buscaino) e il corto Evil Selfie (2016).

La prima cosa che salta all’occhio è che, nonostante un budget ridotto all’osso1 e dei tempi di realizzazione fulminei2, questo corto è stato fatto sia con passione sia, almeno in certi punti, con cura del dettaglio.

La trama: Krizia (Serena Meloni) è inseguita da un individuo per le strade di un paese3. A un certo punto interverrà il ragazzo di lei.

Tutto più o meno nella norma, insomma, se non fosse che come dice il titolo queste non sono persone qualsiasi: si tratta in realtà di…vampiri!!!

Oltre alla trama abbastanza interessante, ci sono altri fattori degni di nota.

L’ambientazione prima di tutto, sicuramente suggestiva negli esterni. Del resto un borgo medievale di notte è certamente suggestivo di per sé. L’unica nota dolente su questo punto è una certa povertà nella scenografia del circolo in cui si svolge la parte finale.

Un altro fattore importante in un film horror, anche se qui si tratta di una commedia, sono gli effetti. In questo caso il giudizio non può che essere un po’ incerto, nel senso che ci sono degli effetti sicuramente azzeccati (come nella scena della lite fra Federico, interpretato dallo stesso Eros Bosi, ed Edoardo, interpretato da Giovanni Tasca), ed altri che sembrano semplicemente un po’ trascurati (come quello dell’esplosione, che appare addirittura decentrato rispetto a quello che dovrebbe essere l’epicentro dell’esplosione stessa).

Non mancano ulteriori elementi positivi: le musiche ad esempio, composte da Albino Cimini4 e, per i titoli di coda, prese dal repertorio dei Luti Chroma5. Musiche che nell’insieme risultano abbastanza azzeccate.

La citazione regna anche nella scena del cinema, dove Krizia guarda Non Nuotate In Quel Fiume, film di Roberto Albanesi6.

Ci sono anche delle belle inquadrature, ad esempio il primo piano di Bosi che sorride sardonico nel cinema, la sorpresa di Krizia nell’accorgersi di lui e l’entrata in scena di Tasca (che ha la faccia giusta e il trucco giusto) nella scena del parcheggio.

E c’è anche un’idea carina, quella dei canini un po’ ingombranti che ostacolano la pronuncia dei vampiri7.

Giovanni Tasca / Edoardo

Giovanni Tasca / Edoardo

In questi punti il film c’è, esiste, come c’è nella trovata della palla da biliardo e nelle interiora usate per gli effetti (nella migliore tradizione del cinema di genere italiano e non solo).

Oltre a questi lati positivi e ad alcuni difetti “venali”, però, ci sono pure delle cose che obiettivamente non si capiscono.

Per esempio nella scena dell’inseguimento all’inizio: Federico è riuscito a brancare Krizia, che cade e si rialza; solo che, invece di farci vedere Krizia rialzarsi normalmente, la scena sembra essere stata riavvolta fino al punto in cui Krizia era in piedi per poi ripartire con la fuga, generando un effetto che può lasciare un po’ confusi.

E ancora non si capisce, stavolta in tema di sceneggiatura, perché mai Federico fugga via dal parcheggio per arrivare al circolo dopo il primo incontro con Edoardo, se non solo per portare il film alla scena successiva.

A questo si possono aggiungere le cose già dette sopra: una scenografia un po’ povera in certi punti, degli effetti a volte curati e a volte no.

In generale insomma c’è un po’ un problema: Vamp Stalker sembra essere volutamente trash fin dalla locandina. Eppure, anche come trash, forse il bersaglio è stato leggermente mancato.

Se si va a vedere cos’è (o forse cos’è stato) davvero il trash nel cinema, infatti, si scopre che il trash è un qualcosa che normalmente è fatto bene (anzi, a volte benissimo) ma con mezzi poverissimi e spesso dotato di una carica innovativa non indifferente, un po’ come Fenicotteri Rosa di John Waters.

Altre volte il trash è un film che avrebbe voluto essere diciamo ordinario (e a volte anche “di serie A”) ma invece riuscito malissimo e poi riscoperto grazie a Internet, alla televisione o all’home video8: insomma, un film trash suo malgrado. L’esempio principe di questa seconda categoria è sicuramente Plan 9 From Outer Space di Ed Wood.

L’idea di fondo del trash, più che altro in questa sua seconda forma, è quindi quella di un “film brutto” che faccia ridere proprio per la sua assurdità9.

E se questi sono i canoni del trash10 allora bisogna concludere che Vamp Stalker non è trash. Non lo è più di un corto semiprofessionale, costato sicuramente pochissimo11 e prodotto in tempi brevissimi.

E forse è stata proprio la velocità di produzione, in definitiva, ad affliggere Vamp Stalker, specie in alcuni punti che potrebbero sembrare marginali ma che invece spesso sono quei dettagli che tengono insieme un film e ne sorreggono gli eventuali punti forti.

Non si può nemmeno dire che si tratta di un flick, di una cosa fatta tanto per passare il tempo: la cura del dettaglio, nei punti in cui c’è, sussiste effettivamente e si vede.

Insomma, forse sarebbe stato più opportuno aspettare un po’, almeno finché non si fosse raggiunto un budget adeguato o non si fosse trovato altro tempo per le riprese.

Si aggiunga infine che Bosi non è alla sua prima opera.

Come detto all’inizio, infatti, Bosi ha già girato un altro cortometraggio, Evil Selfie, che risulta ben più curato di questo. Vamp Stalker, al confronto, diventa quasi un prodotto amatoriale.

Ecco, forse è proprio il confronto con il panorama amatoriale o semiprofessionale la chiave per dare un giudizio il più realistico possibile. Se infatti andiamo su Youtube o altri siti di videosharing in cerca di cortometraggi amatoriali o semiprofessionali e mettiamo Vamp Stalker in quel determinato orizzonte, allora esso ci appare per ciò che, in fondo, tutto sommato è: un cortometraggio che, proprio per le questioni di cui sopra, sembra non riuscire ad andare oltre l’amatorialità o comunque la semiprofessionalità.

Tirando le fila sorge una domanda: Vamp Stalker merita la visione?

Sì.

E questo per due motivi: perché c’è qualche ideuzza carina; perché alla fine dura meno di un quarto d’ora.

E se in un quarto d’ora di autobus, di regionale o di metropolitana si può guardare con fare annoiato e distratto l’ennesima puntata dell’ennesima webserie o l’ennesimo vlog, allora anche Vamp Stalker può essere ritenuto degno di una visione.



Sitografia

Boground.it – http://www.boground.it/ground/band.asp?cat_id=1&genre_id=8&art_id=164 (ult. visita 22/04/2018)

Cinemaitaliano.info – https://www.cinemaitaliano.info/vampstalker (ult. visita 22/04/2018)

Cinquantamila.it – http://www.cinquantamila.it/storyTellerArticolo.php?storyId=0000000054614 (ult. visita 22/04/2018)

Jamovie – http://www.jamovie.it/in-arrivovampiri-da-ridere-vamp-stalker-di-eros-bosi/ (ult. visita 22/04/2018)

Pinzillacchere Musicali – http://pinzillaccheremusicali.blogspot.it/2010/02/luti-chroma-rumori-dalla-cantina.html (ult. visita 22/04/2018)

Terni Life – http://www.ternilife.com/2017/09/21/vamp-stalker-il-nuovo-corto-horror-del-regista-ternano-eros-bosi/ (ult. visita 22/04/2018)



Videografia

Youtube – https://www.youtube.com/watch?v=seKAfp_8jsw (ult. visita 22/04/2018)



  1. Si parla in Rete di cose come 70 euro: https://www.cinemaitaliano.info/vampstalker
  2. Tre giorni di riprese, come si legge qui: http://www.ternilife.com/2017/09/21/vamp-stalker-il-nuovo-corto-horror-del-regista-ternano-eros-bosi/
  3. Si tratta di Narni, in cui si è girato parte delle scene, e Calvi dell’Umbria (TR), località sui cui panorami sono impressi i titoli di testa.
  4. Musicista noto anche, suo malgrado, per aver subìto una disumana detenzione in Turchia, poi raccontata nel libro Cose Turche edito da Feltrinelli. Info qui: http://www.cinquantamila.it/storyTellerArticolo.php?storyId=0000000054614
  5. Band bolognese degli anni ’70 e ’80. Una cosa va segnalata per chi si mettesse a cercare qualcosa in proposito: il secondo risultato per “Luti Chroma” nella mascherina di ricerca di Google è oggi relativo alla loro canzone Combatti Sporco Giudeo; tuttavia, come si assicura qui (http://pinzillaccheremusicali.blogspot.it/2010/02/luti-chroma-rumori-dalla-cantina.html), questa canzone non parrebbe avere a che fare con l’antisemitismo. Sono ovviamente benvenute eventuali smentite. Si veda anche: http://www.boground.it/ground/band.asp?cat_id=1&genre_id=8&art_id=164
  6. Regista fra l’altro di un episodio di Catacomba, recensito qui.
  7. Idea carina ma non nuovissima: è stata usata, fra l’altro, anche in un vecchio spot tv del dentifricio Forhans: https://www.youtube.com/watch?v=seKAfp_8jsw.
  8. Normalmente da gente che voleva farsi due risate, ma non mancano rivalutazioni più o meno spontanee da parte della critica o dell’industria.
  9. E io comunque di Ed Wood non rido, anzi: lo adoro ed esorto a fare altrettanto.
  10. Che ovviamente è stato con gli anni declinato in z-movie, bad taste e in altre diciture che, più o meno, provano a delimitare il campo fra la cosiddetta “serie A” e il resto.
  11. Ovviamente ai 70 euro di cui sopra andrebbero aggiunte le attrezzature, che a questo punto si possono presumere già disponibili, e la collaborazione a titolo gratuito o amichevole di staff tecnico e attori.

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