Crowdfunding? Sì, grazie!

© lemontreeimages - stock.adobe.com

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Prima di aprire questo blog conoscevo già Internet (si dirà che è ovvio, e vabbe’). E lo conoscevo non solo per i social, ma anche e soprattutto per una serie di altri servizi. Si tratta di servizi che permettono non solo di dire quello che si pensa, ma anche di aggregare le opinioni e l’operato di più persone verso un obiettivo comune.

Fra questi servizi uno dei più famosi è sicuramente il crowdfunding.

Per chi non lo conoscesse, il crowdfunding è quella forma di raccolta del capitale (funding) attraverso donazioni, grandi o piccole, da parte di privati cittadini (il crowd, ossia la “folla” in inglese) che decidono di finanziare un progetto, supportare un artista, vedere realizzato il sogno che per anni hanno tenuto in un cassetto e che a un certo punto, per caso, vedono stampato su una pagina web. Queste donazioni avvengono spesso su Internet attraverso il singolo sito dell’artista o del progetto, nonché su piattaforme costituite ad hoc (Indiegogo e Kickstarter ad esempio, ma anche Patreon e altre).

Un giorno, infine, mi sono trovato a parlare con un vecchio amico, anche lui in Rete e con discreto successo. In quell’occasione mi ha illustrato un suo progetto: intendeva donare una percentuale del suo ricavato in beneficenza.

Questa idea meritoria e moderna mi è subito sembrata un’ottima idea, al punto che ho deciso di implementarla anche qui, naturalmente adattandola a un blog ancora al suo inizio e indirizzandola verso i temi di cui il suddetto blog si occupa.

Insomma, fare sì che l’Ipogeo dell’Arte aiuti, per quanto possibile, proprio quel mondo dell’arte da cui trae ispirazione.

Questo vorrei farlo per tre ragioni in particolare.

La prima, che non ci si può dire realmente appassionati a qualcosa quando si assiste con una impotenza spesso ipocrita al suo disfacimento o ad una sua ripresa lenta, affannosa e (bisogna anche dirlo) ostacolata da tutto un mondo che ci vorrebbe consumatori acritici, ignari di quello che ci circonda e svegliati a comando solo per eleggere un politico, additare un diverso, esaltare l’uomo forte  di turno.

La seconda, che con le donazioni è spesso possibile accedere a dei benefit che verranno col tempo, una volta che la campagna di finanziamento sarà conclusa e/o il progetto realizzato (per esempio un fumetto, una copia del quale verrà spedita al donante una volta realizzato). E con questi eventuali benefit non si farebbe altro che aggiungere materiale di cui scrivere e discutere, innescando un circolo virtuoso e relativamente poco impegnativo.

La terza, che donare in effetti ha un po’ il sapore della soddisfazione, dell’aspirazione realizzata, del fare qualcosa di concreto: chi almeno una volta ha donato qualcosa lo sa. E se a beneficiare di quella donazione è un mondo che si ama e si apprezza, fatto anch’esso di gente che sogna e che ha voglia di fare, il ritorno a volte è davvero grande: “Quel film l’ho fatto anch’io”, si potrebbe dire. E tutto sommato sarebbe vero.

Per queste ed altre mille ragioni all’inizio di ogni anno donerò la somma di 100 euro attraverso piattaforme di crowdfunding o comunque controllate, donazione di cui ovviamente esibirò la ricevuta, e lo farò incominciando da adesso. Eventualmente dividerò questa somma fra un massimo di tre progetti o enti, e questo per evitare che il suo impatto si riduca eccessivamente.

E adesso a voi: se avete suggerimenti, proposte, link di enti o progetti che si occupano di cinema, lettere, pittura, teatro o altre forme d’arte vi invito a mandarmeli fino al 31 gennaio commentando qui sotto o sotto i post della pagina Facebook, dell’account Twitter o di quello Google Plus (o anche inviando una mail, se volete provare il brivido), magari spiegando anche le ragioni della vostra scelta: non posso promettere nulla, ma sarei ben felice di poter donare almeno parte di questo fondo a un progetto per me interessante e a voi caro.

Se poi sceglierò un particolare progetto da voi segnalato, inoltre, provvederò anche (se sarete d’accordo, ovviamente) a segnalare la vostra indicazione ai beneficiari della donazione.

L’unica condizione che mi sento di porre è che il progetto o l’ente non coinvolga voi o vostri congiunti, e la pongo al solo scopo di evitare eventuali dissapori che potrebbero venirsi a creare nel momento in cui dovessi scegliere un progetto diverso.

Grazie per l’attenzione e a risentirci presto!



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