Primo Maggio 2020 – Una giornata particolare

Foto di Mircea Iancu da Pixabay
Foto di Mircea Iancu da Pixabay

Oggi, 1° maggio 2020, è la Festa del Lavoro.

Ma tanti lavoratori, oggi, specie nei settori di cui parla questo blog, hanno ben poco da festeggiare.

I lavoratori dello spettacolo, ma più in generale gli artisti, soffrono un problema per tanti versi simile e correlato a quello che soffrono gli operatori del turismo e delle strutture ricettive: chi andrà mai a teatro o al cinema, se pure riaprissero, fino a quando non si sarà trovato un vaccino?

Ecco allora che, alla tutto sommato non sorprendente mancanza di fondi sufficienti per tutti i settori, si somma l’ulteriore problema della psicosi, delle misure di sicurezza ritenute sufficienti ma di cui non ci si fida, di improbabili tornelli in cui far fare la fila agli avventori per evitare che si assembrino, dei condizionatori d’aria che, sembra, possono essere veicolo del contagio (e anche questo, effettivamente, non è proprio una sorpresa, per una malattia che si trasmette per via aerea).

Credo sia giusto dirlo: io sono fra quelli che, almeno per il momento, non si fidano.

E tuttavia questo mio blog è nato anche come un atto d’amore verso una certa parte del nostro mondo, quella che produce l’Arte e la Cultura che arricchiscono le nostre vite.

In questo Primo Maggio, quindi, oltre ad augurare una serena festa laica a tutti i lavoratori e a tutte le lavoratrici, e specialmente a chi lavora nel settore artistico e culturale, voglio segnalare alcune iniziative che possono, magari anche solo a partire dal futuro prossimo, dare una mano a qualcuno di loro.

Si tratta di iniziative in Rete, su Internet, spesso e volentieri messe a disposizione in cambio delle proprie generalità e di un IBAN o di una carta di credito su cui accreditare le somme ricevute (vedi alla voce “dati personali”). Molti le hanno già messe in atto da tempo, con risultati che non saranno certo una panacea per ogni male ma che, comunque, li avranno indotti a non mollare. Per chi invece non l’ha ancora fatto, ne voglio elencare alcune.

Patreon

Patreon è, come dice il nome, un sito di mecenatismo di massa. Attraverso di esso è possibile farsi, da un lato, sovvenzionare dai propri fan e, dall’altro, farsi commissionare delle opere dietro pagamento.

Personalmente non l’ho mai usato, ma so di tanti, fra disegnatori, fotografi, videomaker, blogger che lo usano.

Piattaforme di Crowdfunding

Chi legge forse sa che questo sito, all’inizio di ogni anno, dona una piccola somma ad alcuni progetti a carattere artistico-culturale. Molti di questi progetti, a loro volta, nascono attraverso campagne di crowdfunding, e cioè di raccolta fondi dal basso.

In sostanza, l’ideatore dell’opera raccoglie i fondi direttamente dal pubblico, a volte dando in cambio omaggi, copie dell’opera sostanzialmente prenotate o altre cose interessanti.

Se avete un progetto in mente, una campagna su questi siti può essere un’idea vincente, e comunque permette di ottenere un po’ di fondi con un buon anticipo.

Alcuni link: Kickstarter, Indiegogo, Produzionidalbasso.

Sito personale, blog e pagine sui social network

Pensiamo a un artista, magari un pittore o disegnatore di strada che, in questa tragedia, non potrà avere frotte di turisti pronti a farsi fare il ritratto o la caricatura sul corso della città d’arte o sul lungomare. La Rete potrà forse essere un’occasione per chi, come tanti artisti, parla un “linguaggio universale”, non solo per ridurre le perdite ma anche per aumentare, col tempo, le proprie possibilità di guadagno.

Per far questo, mettere online un proprio portfolio e approntare dei contatti e un tariffario possono essere una buona strada.

WordPress, che è la piattaforma su cui poggia questo blog, o Wix possono essere un buon inizio per un sito personale. Se invece siete in grado di costruirne uno da voi o conoscete chi ve ne può costruire uno, credo che questo sia il momento adatto.

Social network

Parallelamente a tutto questo, un buon modo di allargare la propria attività può essere quello di iscriversi al social network più adatto e, da lì, far conoscere la propria opera e cercare il contatto con altre persone del settore.

I social network, oggi, sono tanti e diversi. Qui trovate un elenco per chi è alle prime armi, anche se non recentissimo.

Consiglio: non fare tutto con il proprio profilo personale, ma costruire una struttura che si riferisca direttamente alla propria attività, in modo da avere anche un approccio più professionale.

* *** *

Questi miei brevi spunti di riflessione non possono che essere parziali, certo non adatti a tutti, e certo non sono la bacchetta magica che qualcuno forse potrebbe ritenere quando si parla di lavoro su Internet.

Sono cose per cui ci vuole tempo, costanza, forse anche un po’ di soldi e una certa dose di coraggio. Stefano Massini ha definito i social network “una tavola calda per antropofagi”, e questo è certamente uno degli aspetti loro e della Rete, dovuto anche a un tasso di analfabetismo pauroso almeno in tutto il mondo occidentale, oltre che a una vita sociale “fuori da Internet” che degrada da almeno trent’anni. Non è detto che, con l’arrivo di nuovi utenti giunti sulla Rete, le cose non cambino, specie se si parla di artisti e lavoratori in cerca di futuro (quasi dei “migranti economici digitali”, dopo i “nativi digitali” e i “nomadi digitali”, in una interdimensionalità sempre più palese della vita e del lavoro moderni).

Queste mie righe, piuttosto, vogliono essere un modo diverso di augurare un buon Primo Maggio, di lotta e se possibile sereno, a tutti i lavoratori e a tutte le lavoratrici, a chi la mattina si sveglia per generare ricchezza o, dopo una notte passata a generarla, si addormenta in un meritato riposo, e segnatamente a coloro che svolgono il loro lavoro nel settore della Cultura e dell’Arte.

Si dice che niente sarà più come prima.

A prescindere dal fondamento e dalla reale portata di questa frase, cerchiamo di essere noi stessi migliori di prima nel nostro lavoro e in ciò che produciamo, e usiamo, se possibile, questo fine settimana per pensare non solo a come riprenderci ma (e forse è ancora più importante) a come allargare i nostri orizzonti.

Forza e coraggio.

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