Evil Online – Il Male In Diretta – Angelo Di Noia (2017) | Recensione Film

Locandina di Evil Online

La locandina

Anno: 2017

Produzione: Sleazy Elf Productions

Regia: Angelo Di Noia

Sceneggiatura: Angelo Di Noia

Direzione della Fotografia: N/A

Effetti speciali e Trucco: Angelo Di Noia

Musiche: N/A

Durata: 63 minuti circa

Budget: N/A

Incassi: N/A

Prima di tutto ecco il trailer, mentre a seguire e in fondo il film completo:

 



 

 

Ed ecco la recensione!

ATTENZIONE – CONTIENE SPOILER


Un mercato di bambole maledette posto bene in vista sui grandi e-commerce e a cui chiunque può accedere con un click, con il rischio di finire vittima di spiriti maligni.

E’ questo l’incipit di Evil Online – Il Male In Diretta di Angelo Di Noia, regista attivo da anni nell’underground italiano.

La prima cosa che si può dire è che in effetti è vero: basta cercare “haunted doll” o “haunting doll” su un famoso sito di e-commerce per vedersi propinare delle bambole che si dicono infestate o maledette, di alcune delle quali si vanta addirittura la capacità di mutare le condizioni meteorologiche della zona in cui “operano”.

La trama. Partendo dalla curiosa realtà di cui sopra, Di Noia dichiara di voler esplorare questo fenomeno e che dunque acquisterà una bambola maledetta: la sua videocamera diventerà, attraverso dei vlog1, un diario di questo esperimento.

Insomma, quello che si può definire un mockumentary, ossia un falso documentario o comunque un film di fiction girato in forma di documentario.

Non credo che nessuno abbia mai pensato alla questione delle bambole dichiaratamente maledette vendute online come a un fenomeno su cui basare un lungometraggio2. Per cui alla base, si può dire, c’è sicuramente un’idea originale.

La regia, trattandosi in pratica di una serie di vlog, si concretizza nell’uso della camera fissa di fronte al personaggio (con al limite qualche manovra a mano) e del POV (Point Of View), caratterizzandosi come uno di quei film girati in soggettiva o a volte con l’ausilio di telecamere di sicurezza o webcam, in cui ciò che lo spettatore vede è ciò che vede il personaggio.

E quella del POV è a sua volta una tecnica particolare. Fra gli esempi illustri e più famosi si possono annoverare Cannibal Holocaust del 1980, The Blair Witch Project del 1999, Paranormal Activity e Diary Of The Dead del 2007.

Da questi film è poi disceso negli ultimi anni un vero e proprio filone3, aiutato in questa sua ascesa da almeno due fattori: la disponibilità di camere molto più maneggevoli e quindi utilizzabili liberamente a mano o di smartphone in grado di emulare la qualità di una camera almeno amatoriale; la rivoluzione digitale intesa nel suo insieme, e in particolare lo sviluppo di software anche gratuiti con cui montare o aggiungere effetti4.

Ed ecco quindi, dopo il successo di Paranormal Activity, uscire come funghi miriadi di film in POV che si presentano come dei found footage5 o, come in questo caso, come dei vlog.

I vlog di cui si compone questo film, poi, si presumono essere stati montati, a seguito delle vicende che vediamo del film, da Di Noia stesso (anche se non viene spiegato apertamente). Questo permette di intuire, ad esempio, perché fra una sequenza e l’altra ci siano delle interferenze, delle velocizzazioni eccetera.

Sulla regia qualche appunto si può anche fare, sperando di non offendere.

In una lunga scena, per esempio, Di Noia si reca da una cartomante (il cui nome e il cui volto ci rimangono ignoti) e noi passeremo oltre dieci minuti a vedere questa signora leggere tarocchi e ripetere avvertimenti e consigli più o meno simili nel loro contenuto.

Sempre in tema di scene lunghe, poi, c’è quella in cui, registrati i suoni che si suppone possa emettere la bambola, assistiamo ancora a minuti e minuti di inquadratura fissa sul player mentre ascoltiamo le deliranti invettive dello spirito che la possiede.

Anche in tema di sceneggiatura, poi, proprio per la scena della medium sorge una domanda: com’è possibile che un signore mai visto, che potrebbe essere l’inviato di una trasmissione tv in cerca di truffatori o quant’altro, entri in casa di una cartomante, smartphone acceso in bella vista, e questa nemmeno chieda se sta registrando e perché?! E anche lui, perché non chiede se è possibile registrare?!

A ben vedere, però, queste criticità hanno una causa in comune: è il POV, checché se ne dica, che è una tecnica limitata e limitante. Magari costa meno tempo che piazzare una o due camere sul set, ma è anche vero che fa perdere molto in termini di narrazione e atmosfera, di qualità delle inquadrature e anche di fotografia, pur in casi come questo dove l’illuminazione sembra essere solo quella naturale.

Pensiamoci bene: quando il POV ha funzionato, l’ha fatto quando è stato alternato a sequenze girate in altro modo (Cannibal Holocaust); quando si sono chiaramente spiegati l’origine e il montaggio del found footage, così da eliminare le incomprensioni e aumentare il realismo e il coinvolgimento dello spettatore (Cannibal HolocaustDiary Of The Dead); quando i punti di vista sono stati variati ad un ritmo accettabile e con un senso narrativo compiuto (Paranormal Activity).

Poi, per carità, ci sono sicuramente dei bei film che usano solo questa tecnica e senza tante sottigliezze. E tuttavia è anche vero che, dopo i primi anni di euforia per quello che è stato praticamente portato in giro come un nuovo genere cinematografico, qualcuno potrebbe anche storcere il naso.

Ma adesso basta coi lati negativi. Andiamo invece dritti alla parte migliore: gli effetti.

L’antagonista di questo film è una bambola di plastica. E a quanto pare i precedenti proprietari, prima di liberarsene, l’hanno ridotta piuttosto male: bruciacchiata, forata, legata con dello spago o del filo di nylon per tenerla ferma. Fa davvero la sua figura, e pensare che potrebbe essere stata davvero venduta online può anche inquietare un po’.

A un certo punto Di Noia, per vedere cosa è capace di fare questa bambola, la abbandona in una stanza e lascia accesa la camera dello smartphone: qui c’è una bella animazione in stop-motion, che fa sempre piacere, e una bella dissolvenza. Bella, questa scena.

Belle sono poi le animazioni per cui, sempre in stop-motion, gli oggetti si spostano da soli. Anche quando si tratta di oggetti piccoli non si vede mai la mano che li sposta o una qualche imperfezione tecnica: pur non essendo tantissimi per singola animazione, i movimenti sono eseguiti perfettamente.

Carini anche gli effetti in computer grafica, fra i quali riconosciamo qualche tormentone della Rete, con cui si manifestano gli spiriti presenti nella casa (stanati con il delirante espediente di una di quelle app “acchiappafantasmi” per smartphone).

Sugli effetti insomma niente da dire, anzi: molto ben fatti.

Interessante inoltre la collezione di bambole che si vede all’inizio. Di Noia stesso, del resto, ha avuto occasione di dirsi appassionato di bambole o comunque di oggetti maledetti6, e proprio sulle bambole maledette ha una lunga filmografia di cortometraggi abbastanza riusciti, tanto che se vorrete dare loro un’occhiata7 vedrete come, in tema di effetti e animazioni, la tecnica si sia pian piano affinata fino ai risultati attuali. Fra le bambole di questa collezione, inoltre, sembra di poter riconoscere alcune delle protagoniste del corto Dolls, sempre firmato da Di Noia. E anche questi rimandi fra i vari film sono un dato apprezzabile e che contribuisce ad aggiungere profondità.

Da ultimo, poi, si può anche dire che una locandina così bella è difficile da vedere oggi, anche per film ben più costosi di questo. Molto bella davvero.

E infine si fa notare che Evil Online è fruibile gratis su Youtube.

Abbiamo detto il bello e il brutto. Tiriamo un po’ le somme.

Prima di tutto dobbiamo mettere in conto che stiamo parlando di un film underground e, non si offenda nessuno, amatoriale: Evil Online appare, a guardarlo bene, un esperimento, e paga con i difetti di cui sopra il passaggio del suo autore dal corto al lungometraggio (sintomatica, a parere di chi scrive, è la lunghezza di certe scene). Non a caso certi corti dello stesso Di Noia gli sono sicuramente superiori.

In secondo luogo, Evil Online ha dei buoni effetti speciali: lo stop motion è ben fatto; gli effetti al computer, tutto sommato, non sono troppo gratuiti.

In terzo luogo, quella di raccontare la realtà di questo curioso mercato di bambole maledette o che per tali sono vendute è un’idea di partenza originale e che potenzialmente apre un mondo di riflessioni dentro e fuori dall’horror cinematografico8.

In quarto luogo, infine, questo film è visibile gratis su Youtube sul canale del suo regista, cosa che certamente può invogliare a dargli un’occhiatina.

Tirate le somme, pertanto, se vi piace l’horror allora il consiglio è di a dargli un’occasione, non fosse che per premiarne l’idea di partenza e per vederne gli effetti speciali comunque meritevoli.

E quindi, visto che siete arrivati fin qui, godetevi direttamente il film completo.

Buona visione!

 

 

Sitografia

David Garrett’s Horror Film Review – https://horrorreview.webnode.com/news/evil-online-il-male-in-diretta/ (ult. visita 26/07/2018)

Ghost Adventures Fans Italia – https://ghostadventuresfansitalia.jimdo.com/2014/10/24/bambole-maledette-harold/ (ult. visita 19/07/2018)

Ilparanormale.com – https://www.ilparanormale.com/misteri/oggetti-maledetti-la-bambola-christina/ (ult. visita 19/07/2018)

JAMovie – http://www.jamovie.it/intervista-al-regista-angelo-di-noia/ (ult. visita 18/07/2018)

Wikipedia in inglese – https://en.wikipedia.org/wiki/Unsane_(film) (ult. visita 15/07/2018)

Youtube – Canale Sleazy Elf- https://www.youtube.com/channel/UCGrJ9vwzBtsBn2VuLPMNGJA (ult. visita 18/07/2018)



  1. Ossia dei video blog: blog i cui contenuti sono espressi in formato video anziché di testo.
  2. Forse nemmeno all’Estero: vedere qui.
  3. Alle sue origini limitato probabilmente al genere pornografico e lì sviluppatosi in POV e gonzo, anche se, dati i precedenti, potrebbe esserci stata un’osmosi in entrambi i sensi e databile già a diversi decenni fa.
  4. E’ giusto nei cinema in questo periodo Unsane, film di Steven Soderbergh girato interamente con un Apple iPhone 7 Plus e con l’ausilio dell’app FiLMiC Pro: vedere qui.
  5. Ossia dei filmati ritrovati per caso o comunque prima di un rilascio ufficiale.
  6. Vedere qui.
  7. Su Youtube qui.
  8. Cercando un po’ in Rete, peraltro, vengono fuori vecchi articoli nei quali già se ne parlava, ad es. qui e qui.

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