Le Porte Del Silenzio – Lucio Fulci (1991) | Recensione Film

Le Porte Del Silenzio - Locandina da IMDB
Locandina da IMDB

English version available here.

Aka: Door To Silence; Door Into Silence

Anno: 1991

Produzione: Filmirage

Regia: Lucio Fulci

Sceneggiatura: Lucio Fulci

Direzione della Fotografia: Giancarlo Ferrando

Montaggio: Rosanna Landi

Musiche: Franco Piana

Trucco: Pietro Tenoglio

Durata: 87 minuti circa

Budget: Secondo Fulci “600 milioni di lire circa (fonte: MacColl, Catriona (pref.), Romagnoli, Michele. L’Occhio Del Testimone. Il Cinema Di Lucio Fulci, II ed., Kappalab, Ferrara, 2015, pag. 56)

Incasso: Secondo il produttore Aristide Massaccesi della Filmirage, il film “non ha venduto nemmeno una brochure (fonte: Nocturno)

Film completo su YouTube, dal canale di Minerva Pictures

ATTENZIONE – CONTIENE SPOILER



Nel 1988, dopo aver interrotto la direzione di quello che sarebbe diventato Zombi 3, il regista italiano Lucio Fulci, superati ormai i sessant’anni, si trova a lavorare per piccole produzioni e per la televisione (con dei film che, tuttavia, saranno distribuiti solo successivamente in home video). Questi ultimi film, poveri nel loro budget, sono tuttavia pieni di idee. Da una tardiva nunsploitation (Demonia, 1989) al meta-cinema (Un Gatto Nel Cervello, 1990), fino al dramma familiare condito di horror (Voci Dal Profondo, 1991).

L’ultimo di questi film, che sarà anche l’ultimo film diretto da Lucio Fulci, è Le Porte Del Silenzio, prodotto dalla Filmirage di Joe D’Amato nel 1991, e tratto da un racconto dello stesso Fulci, Le Porte Del Nulla1.

La trama: un incidente d’auto; un funerale in un cimitero; il signor Melvin Devereux (John Savage), recatosi nello stesso cimitero a visitare la tomba del padre alla fine di un viaggio di lavoro, viene avvicinato da una misteriosa donna (Sandi Schultz) che dice di conoscerlo.

Da qui parte un road movie sostanzialmente folle, con Melvin che, mentre ritorna a casa lungo le strade della Louisiana, fra cori gospel, musica jazz e traghetti sui fiumi, viene a contatto con un altrettanto misterioso autista di pompe funebri (Richard Castleman) che gli sbarra continuamente la strada.

Quello di Fulci, specialmente nell’ultima fase della sua carriera, è un cinema povero, si è detto. E tuttavia questo film riesce, bene o male, a non farsene troppo accorgere. A parte i permessi per girare in esterno (che, trattandosi di un road movie, saranno forse stati di una certa consistenza) e le auto da sporcare ed ammaccare, infatti, il resto del film non deve avere richiesto un budget altissimo: lo stesso Fulci, del resto, parla di 600 milioni di lire2.

Ed effettivamente, se si dovesse dare una definizione, ad esempio, delle scenografie di Massimo Lentini, il termine “ordinarie” sarebbe forse il più esatto. Lo stesso dicasi per i costumi, curati da Laura Gemser. Per cui si può dire che il budget, tutto sommato, non è andato sprecato.

Non mancarono, a quanto si può leggere, degli screzi durante la produzione: John Savage, protagonista del film scelto in quanto occorreva un protagonista famoso, si trovò a litigare con Fulci, e Fulci stesso dichiarò poi di essere arrivato, lui e il produttore Massaccesi, quasi sul punto di mettergli le mani addosso3. Massaccesi, poi, fece sì che nelle edizioni per l’estero il nome di Fulci fosse sostituito da uno pseudonimo, Henry Simon Kittay4.

Ma come non sono mancati i litigi, essendo questo un film di Lucio Fulci, non mancano le citazioni, in primo luogo da Duel di Steven Spielberg (io ci vedo anche, nella scena ambientata nell’autogrill, una citazione della Giungla D’Asfalto di John Huston).

Tornano poi, e questa è un’altra costante di Fulci, alcuni temi: la morte, il tempo, la ciclicità delle cose e della vita.

Le Porte Del Silenzio è un horror senza sangue, ma con una buona dose di tensione. E’ un road movie girato sui luoghi reali, in Louisiana. E’ un film onirico, con musiche che gli conferiscono anche, in ultima analisi, una certa, amara ironia5. Forse è anche, come lo stesso Fulci ha dichiarato6, un film avanti sui tempi, foriero, a suo modo, di “un nuovo orientamento nel terrore e nel thriller“.

Secondo me è un film da vedere, sia per chiudere un’eventuale visione dell’intera filmografia di Fulci, sia per passare un’oretta e mezzo con un film particolare, con praticamente un solo personaggio e le strade americane a fare da contorno alla sua ossessione.

Qui sotto il film completo su YouTube, dal canale di Minerva Pictures. Buona visione!



Bibliografia

MacColl, Catriona (pref.), Romagnoli, Michele. L’Occhio Del Testimone. Il Cinema Di Lucio Fulci, II ed., Kappalab, Ferrara, 2015

Sitografia

IMDB – Connessioni con altre pellicole – https://www.imdb.com/title/tt0101760/movieconnections?ref_=ttqu_sa_5 (ult. visita 15/10/2019)

IMDB – Locandina del film –https://www.imdb.com/title/tt0101760/mediaviewer/rm488956928 (ult. visita 15/10/2019)

Nocturno – https://www.nocturno.it/movie/le-porte-del-silenzio/ (ult. visita 15/10/2019)



  1. Sarebbe stato Michele Romagnoli a spingere Fulci a proporre a Joe D’Amato la sceneggiatura del film: vedere MacColl, Catriona (pref.) e Romagnoli, Michele. L’Occhio Del Testimone, II ed., Kappalab, Ferrara, 2015, pagg. 55-56.
  2. Vedere ancora L’Occhio Del Testimone, pag. 56.
  3. Ancora L’Occhio Del Testimone, pag. 69.
  4. Non era la prima volta che Fulci si trovava ad apparire sotto pseudonimo: era già capitato, come si legge sempre su L’Occhio Del Testimone, pag. 114, per la distribuzione in Sudamerica dei suoi film prodotti da Fabrizio De Angelis. Tuttavia, pare che la scelta di Massaccesi fosse dovuta allo scarso successo che i film immediatamente precedenti di Fulci avevano ottenuto, una ragione certamente non lusinghiera.
  5. Sembrerebbe, peraltro, che qualche musica sia stata riciclata da Troll 2 di Claudio Fragasso. Non ho controllato, ma ecco la fonte.
  6. Sempre L’Occhio Del Testimone, pag. 62.

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