Il Generale Dorme In Piedi – Francesco Massaro (1972) | Recensione Film

Il Generale Dorme In Piedi - Locandina per la Repubblica Popolare di Polonia, da IMDB
L’evocativa locandina dell’edizione dell’allora Repubblica Popolare di Polonia, da IMDB

English version available here.

Anno: 1972

Produzione: Jupiter Generale Cinematografica

Regia: Francesco Massaro

Sceneggiatura: Giuseppe D’Agata; Francesco MassaroUgo Pirro

Direzione della Fotografia: Dario Di Palma

Montaggio: Ruggero Mastroianni

Musiche: Fiorenzo Carpi

Durata: 92 minuti circa

Budget: N/A

Incassi: N/A

Qui il film completo, gratis su YouTube grazie a Minerva Pictures:

Buona lettura!

ATTENZIONE – CONTIENE SPOILER



Un militare di carriera (Ugo Tognazzi) rievoca le fasi salienti della Seconda guerra mondiale, la nascita della repubblica e l’inizio della Strategia della tensione.

Ecco, detta così sembrerebbe l’ultimo lavoro di Marco Tullio Giordana, o magari un noir diretto da Francesco Rosi, e invece è una commedia all’italiana firmata nel 1972 dall’allora esordiente Francesco Massaro.

Il Generale Dorme In Piedi è considerato dai più una modesta commedia con grandi attori1, e forse è anche vero: questo film, infatti, ha molti dei difetti delle commedie italiane degli anni Settanta.

Però ha anche qualcosa di diverso.

L’Italia, si dice sempre, non ha mai fatto veramente i conti col fascismo. Anche questo, almeno in parte, è vero. A riprova di questo, e una eco ne è presente anche in questo film, lungo tutto il corso della cd. Prima Repubblica si verificarono degli strani, a prima vista anche raffazzonati, tentativi di golpe o presunti tali, alcuni dei quali portati avanti proprio col contributo di eversori neofascisti e reduci del regime.

Il Generale Dorme In Piedi, pur negli schemi della commedia, gratta un po’ la superficie di questo strano clima, a metà fra la democrazia liberale europea e le spinte verso i Colonnelli greci e cileni.

E così il Col. Umberto Leone rivive i frammenti di un passato che non passa mai. In Libia, la sua testardaggine lo porta a scontrarsi con un suo superiore, dal quale riceverà poi una medaglia dovuta a una forse necessaria menzogna. In Grecia, Leone, veterinario addetto ai muli degli alpini, sarà adibito a curare gli alpini stessi, peraltro con ottimi risultati. Inizia così, nella gloriosa tradizione italiana del praticone, la sua carriera di medico militare vero e proprio, che, dopo la guerra, lo porterà a dirigere la Scuola Superiore di Sanità2 a Firenze.

Ed è proprio in Italia che verrà coinvolto, insieme a un riluttante ma più democratico ufficiale (Franco Fabrizi), in quello che oggi conosciamo come Piano Solo: spediti a fare la guardia ai lager preparati in Sardegna per gli oppositori politici, i militari passano alcuni giorni nella noia più totale, per essere poi frettolosamente richiamati indietro3.

Non manca, ovviamente, una rievocazione dell’8 settembre: sfuggito fortunosamente ai Tedeschi, Leone si ritroverà addirittura a bordo della Baionetta.

In tutti questi episodi, che Leone romanzerà in un memoriale dal sapore ricattatorio, si manifesta la sua nevrosi, che lo porta, nel sonno, a parlare come un perfetto oppositore politico del fascismo, prima, e della democrazia italiana (tentato golpe incluso), poi: urla contro Mussolini, contro i Savoia e il Principe Umberto4, a favore prima della Repubblica e poi addirittura dei vari comunisti, anarchici ed estremisti di Sinistra5. E a quanto pare non è il solo ad avere di questi problemi, nell’Esercito.

Cosa significano i vaneggiamenti notturni di Leone? Un’intima opposizione alle varie derive politiche italiane? Una sua intima fede repubblicana o rivoluzionaria? E il fatto che anche altri abbiano lo stesso problema ci dice forse qualcosa sulla conduzione del Paese?

Questo, in effetti, non è spiegato nel film, né, bisogna dirlo, è lasciato ad altro che alla libera intuizione dello spettatore: il personaggio stesso di Leone, peraltro, non pare essere collocato in un’area politica precisa, se non in una sorta di velleitario, latente antagonismo verso le varie forme di Stato e di Governo susseguitesi in Italia. In questa incertezza, forse, sta uno dei tratti che hanno indotto a considerare questo film una modesta commedia e nulla più6.

In realtà, rivisto oggi, Il Generale Dorme In Piedi sembra inserirsi, magari in tono minore, in tutta una tradizione cinematografica italiana, quella del film politico. E non è forse un caso se gli attori Ugo Tognazzi e Giancarlo Fusco, oltre al montatore Ruggero Mastroianni, torneranno l’anno successivo in Vogliamo I Colonnelli di Monicelli.

Anzi, forse, volando un po’ con la fantasia e giocando con le sensazioni più immediate, si potrebbe quasi immaginare Il Generale Dorme In Piedi proprio come una sorta di prequel di Vogliamo I Colonnelli: l’universo narrativo è più o meno quello, l’Italia scalcinata e dialettale che abbiamo conosciuto in decenni di commedia; il Paese è ovviamente nelle mani di un branco di incapaci e di golpisti pronti a tutto; la società è aggrovigliata in un’indissolubile catena di conoscenze, piccoli ricatti, zone grigie che, se pure (come diceva Longanesi7) impedisce di fare la rivoluzione8, d’altra parte ha permesso a quella stessa società di far fronte praticamente a tutti gli sconvolgimenti possibili e immaginabili, dalla Guerra gotica in poi, senza esserne completamente annientata.

Insomma, una commedia dal sapore a tratti un po’ amaro, un film politico con qualche risata, una parodia dei militari in un momento delicatissimo della Storia repubblicana, grandi attori (fra cui meritano menzione anche Mario Scaccia, Mariangela Melato e Daniele Vargas, finora non citati, e Georges Wilson in una piccola parte).

Questo, in definitiva, è Il Generale Dorme In Piedi. Magari non è molto, ma è tutto sommato abbastanza per dare un’occhiata a un film che in tanti nemmeno conoscono.

Film completo, gratis su YouTube sul canale di Minerva Pictures



Bibliografia

AA. VV.. Il Mereghetti. Dizionario Dei Film 2011. Baldini Castoldi Dalai Editore S.p.a., Milano, 2010

Sitografia

FilmTV – https://www.filmtv.it/film/3006/il-generale-dorme-in-piedi/ (ult. visita 01/10/2019)

Il Davinotti – Curiosità sul film – https://www.davinotti.com/index.php?forum=40006646 (ult. visita 01/10/2019)

IMDB – https://www.imdb.com/title/tt0175654/mediaviewer/rm50755584 (ult. visita 01/10/2019)

Malvino – Il blog di Luigi Gastaldi – http://malvinodue.blogspot.com/2011/01/in-italia-non-si-potra-mai-fare-una.html (ult. visita 06/10/2019)

Wikipedia in italiano – https://it.wikipedia.org/wiki/Scuola_di_Sanit%C3%A0_Militare (ult. visita 03/10/2019)



  1. Per esempio dal Dizionario Mereghetti, ed. 2011, Vol. 1, pag. 1386. Di simile tenore è anche questa nota sul sito di FilmTV.
  2. Che in realtà sarebbe la Scuola di Sanità Militare: vedi la magica Wikipedia.
  3. Va fatto notare che, in realtà, al Piano Solo avrebbe dovuto partecipare solo l’Arma dei Carabinieri e non invece, come in questo film, l’intero Esercito, di cui pure, all’epoca, l’Arma era parte integrante.
  4. Che Leone, qui aderendo in effetti alla propaganda fascista, forse anche per una sua personale omofobia, vorrebbe fare internare.
  5. Fra i quali suo fratello, alla cui reputazione deve anche la sua mancata promozione a Generale all’inizio del film.
  6. Lo stesso flano del film, del resto, pubblicato sul forum del Davinotti, riporta un’entusiasta opinione del pubblico per aver visto “finalmente un film solamente «comicissimo»“.
  7. O forse Missiroli, come avrebbe scritto Giuliano Ferrara, richiamato qui; o forse Flaiano, come pure mi era venuto in mente al momento della scrittura della bozza, e come sembra quasi insinuarsi nell’articolo citato; o forse, addirittura, l’On. Crescenzo Mazza, Deputato alla I Legislatura, citato in un commento all’articolo. Mah.
  8. Una rivoluzione, peraltro, non si è mai davvero capito quanto auspicata, né in cosa di volta in volta consistente.

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